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33 + 1 vedute di Via Gramsci

installazione | 34 cartoline originali (viaggiate) (14,8x10,3cm ciascuna cartolina) | fotografie ai sali d’argento | copia unica  |  2017


© all rights reserved | 2017 | Antonio La Grotta

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In una lettera del 19 maggio 1930 Gramsci scrive:

Io sono sottoposto a vari regimi carcerari: c'è il regime carcerario costituito dalle quattro mura, dalla grata, dalla bocca di lupo (…). Quello che da me non era stato preventivato era l'altro carcere, che si è aggiunto al primo ed è costituito dall'essere tagliato fuori non solo dalla vita sociale ma anche dalla vita familiare.

L’8 novembre 1926 Gramsci venne arrestato nella sua casa e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nonostante l’immunità parlamentare di cui godeva.

Trascorse un periodo al confino a Ustica, poi, il 7 febbraio 1927, fu rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore. Il 28 maggio 1928 di fronte al Tribunale Speciale Fascista iniziò il processo con l’accusa di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe.

Il 4 giugno Gramsci venne condannato a vent’anni quattro mesi e cinque giorni di reclusione; il 19 luglio raggiunse il carcere di Turi, in provincia di Bari.

Antonio Gramsci muore nel 1937, dopo undici anni di prigione.

Negli anni della reclusione inizia la scrittura dei Quaderni del carcere, 33 o forse 34.

L’esistenza di quest’ultimo è ancora oggi diatriba tra gli storici, in quanto non è mai stato trovato ma si presuppone che fosse stato scritto.


33 + 1 vedute di Via Gramsci è un lavoro sulla memoria del grande uomo di cultura.

33 sono le cartoline, un unico oggetto/soggetto, come 33 sono i quaderni di Antonio Gramsci +1 cartolina, con l’immagine girata e quindi nascosta alla vista, forse il 34° quaderno.

Le cartoline illustrate venivano utilizzate per promuovere le bellezze artistiche e naturali di un luogo.

Le cartoline di Via Gramsci non sono necessariamente luoghi interessanti o di particolare bellezza ma rappresentano un luogo di ricordo: ci dimostrano che l’isolamento di Gramsci non è stato sufficiente a far dimenticare l’uomo politico e il filosofo al punto che, quasi come un riscatto personale, il suo nome e l’affetto per lui suscitato si diffondono in tutta l’Italia dove, dalla città più grande al paese di sole poche anime, gli viene dedicata una via.

Doppia è quindi la valenza dell'immagine: Via Gramsci ci descrive l'Italia urbana degli anni 50-60 e contemporaneamente ci dice quanto importante fosse la figura di Antonio Gramsci.

Difatti il tipo di veduta scelta per una cartolina, fra le molte proposte, parla del carattere e dei sentimenti di colui che invia la missiva e ne rappresenta la cultura del tempo.

In particolare la cartolina illustrata racchiude il messaggio nell’immagine riprodotta in tanti esemplari ed è quindi espressione di costume.